Il ricorso agli affidamenti diretti continua a crescere nel mercato degli appalti pubblici, con una particolare concentrazione di contratti immediatamente al di sotto della soglia prevista per l’affidamento senza gara.
A evidenziarlo è un’analisi dell’ANAC sull’addensamento sottosoglia degli affidamenti diretti, che richiama l’attenzione sull’evoluzione delle procedure dopo l’innalzamento dei limiti previsto dalla normativa.
Un fenomeno che riporta al centro il tema dell’equilibrio tra semplificazione amministrativa, concorrenza e trasparenza.
Il 31% degli affidamenti vicino alla soglia
Uno dei dati più significativi riguarda gli acquisti di beni e servizi.
Nel 2024, secondo i dati riportati nell’analisi ANAC, il 31% degli affidamenti diretti si è concentrato nella fascia compresa tra 135.000 e 140.000 euro, quindi immediatamente al di sotto della soglia dei 140.000 euro prevista per l’affidamento diretto.
Il valore complessivo dei contratti ricadenti in questa fascia ha raggiunto circa 1,5 miliardi di euro.
Un dato ancora più significativo se confrontato con il 2021, quando gli affidamenti nella fascia equivalente rispetto alla soglia allora vigente valevano circa 212 milioni di euro.
L’effetto dell’innalzamento delle soglie
Negli ultimi anni il quadro normativo degli appalti pubblici ha progressivamente ampliato la possibilità per le amministrazioni di ricorrere all’affidamento diretto.
L’obiettivo è rendere più rapide le procedure e ridurre gli oneri amministrativi, soprattutto per gli acquisti di importo contenuto.
L’analisi ANAC evidenzia però come la crescita degli affidamenti immediatamente sotto soglia richieda particolare attenzione, soprattutto per evitare che la semplificazione riduca eccessivamente il confronto competitivo tra gli operatori.
Semplificazione e concorrenza: trovare un equilibrio
L’affidamento diretto rappresenta uno strumento importante per rendere più efficiente l’attività della Pubblica Amministrazione, ma non significa assenza di regole.
Restano centrali i principi di trasparenza, rotazione, correttezza e accesso al mercato previsti dal Codice dei Contratti Pubblici.
La concentrazione di numerosi affidamenti in prossimità della soglia pone quindi una questione più ampia: come conciliare la velocità delle procedure con la necessità di garantire un mercato pubblico aperto e competitivo.
Un mercato che cambia anche per le imprese
L’evoluzione degli affidamenti diretti riguarda direttamente anche gli operatori economici.
Per le imprese diventa sempre più importante conoscere le dinamiche del mercato pubblico, monitorare le opportunità e costruire un rapporto strutturato con le piattaforme e gli strumenti attraverso cui le amministrazioni individuano i propri fornitori.
Partecipare al mercato degli appalti, infatti, non significa soltanto rispondere alle gare pubblicate, ma essere preparati anche alle opportunità generate dalle procedure sottosoglia.
Il ruolo della consulenza
In un mercato pubblico caratterizzato da procedure sempre più digitalizzate e da un ricorso significativo agli affidamenti diretti, conoscere le regole e le modalità operative diventa un elemento strategico.
CLUB 360 affianca imprese e operatori economici nell’analisi del mercato degli appalti pubblici, nell’individuazione delle opportunità e nella gestione delle procedure, supportandoli nella costruzione di un approccio strutturato alla Pubblica Amministrazione.
Comprendere come sta cambiando il mercato significa essere nelle condizioni di cogliere nuove opportunità, nel rispetto delle regole e dei principi di concorrenza e trasparenza.
