Concessioni balneari: l’ordinanza della Corte UE non cambia il quadro sulle gare

Il dibattito sulle concessioni balneari torna al centro dell’attenzione dopo un nuovo intervento della Corte di Giustizia dell’Unione europea, chiamata a pronunciarsi su alcune questioni sollevate dal Giudice di Pace di Rimini nell’ambito di un contenzioso riguardante le concessioni dei chioschi sul demanio.

La pronuncia è stata interpretata da alcuni come una possibile apertura a favore dei concessionari. Un’analisi più attenta, tuttavia, mostra come il quadro giuridico di riferimento rimanga sostanzialmente invariato: la Direttiva Servizi continua ad applicarsi alle concessioni demaniali e il tema della scarsità delle risorse resta determinante.

Il caso delle concessioni di Rimini

La vicenda nasce dalla decisione del Comune di Rimini di porre fine al rinnovo automatico delle concessioni e procedere verso nuove procedure di assegnazione.

Il contenzioso ha portato il Giudice di Pace di Rimini a rivolgersi alla Corte UE, sollevando questioni relative all’applicazione della Direttiva 2006/123/CE e alla posizione dei concessionari.

La Corte si era già espressa in precedenza sul tema, richiamando la propria giurisprudenza e confermando l’applicabilità della Direttiva Servizi alle concessioni per l’esercizio di attività economiche sul demanio.

La scarsità delle risorse resta centrale

Uno degli aspetti più importanti riguarda la valutazione della scarsità delle risorse naturali disponibili.

La Corte richiama i principi già emersi dalla precedente giurisprudenza europea: la valutazione può essere effettuata secondo criteri generali oppure tenendo conto della situazione concreta del territorio interessato, sotto il controllo del giudice nazionale.

Nel caso di Rimini, quindi, assume particolare importanza verificare la situazione effettiva delle risorse disponibili sul territorio comunale.

Questo significa che l’ordinanza non introduce automaticamente il principio secondo cui, in assenza di una scarsità dichiarata a livello nazionale, le gare non debbano essere effettuate.

Anche le concessioni precedenti al 2009

Altro punto rilevante riguarda le concessioni rilasciate prima del 28 dicembre 2009, termine di recepimento della Direttiva Servizi.

La Corte ribadisce che anche titoli originariamente precedenti a quella data possono rientrare nell’ambito della Direttiva quando siano stati successivamente rinnovati o prorogati dal legislatore.

La data originaria della concessione, quindi, non rappresenta di per sé un elemento sufficiente per escludere l’applicazione della disciplina europea.

La relazione governativa del 2023

Nel dibattito sulla scarsità delle coste viene spesso richiamata anche la relazione conclusiva del Tavolo tecnico consultivo istituito presso il Governo nel 2023.

Si tratta però di un elemento che deve essere letto all’interno del più ampio quadro normativo e giurisprudenziale.

La valutazione della scarsità continua infatti a rappresentare una questione particolarmente complessa, sulla quale assumono rilievo le decisioni delle amministrazioni competenti e l’eventuale controllo della giustizia amministrativa.

Cosa cambia per i concessionari?

La conseguenza principale è che non si determina un automatico superamento delle procedure di gara.

Nei territori nei quali le amministrazioni hanno già avviato percorsi per l’assegnazione delle concessioni, gli operatori devono continuare a confrontarsi con la disciplina europea, nazionale e con gli orientamenti della giurisprudenza.

Per i concessionari diventa quindi fondamentale valutare attentamente gli atti adottati dai Comuni, i criteri previsti nei bandi, il riconoscimento degli investimenti effettuati e le eventuali forme di tutela disponibili.

Evitare interpretazioni semplicistiche

La successione di pronunce europee, interventi legislativi e decisioni dei giudici amministrativi rende il quadro delle concessioni balneari particolarmente articolato.

Per questo motivo, titoli o interpretazioni secondo cui una singola decisione europea avrebbe definitivamente escluso le gare rischiano di offrire agli operatori una rappresentazione incompleta della situazione.

Ogni procedura deve essere valutata considerando il territorio, gli atti dell’amministrazione e le caratteristiche della singola concessione.

Il ruolo della consulenza

In una fase caratterizzata da continui sviluppi normativi e giurisprudenziali, per le imprese balneari è sempre più importante analizzare con attenzione la propria posizione e prepararsi ai diversi scenari.

CLUB 360 è al fianco, con tutta la sua professionalità ed esperienza, di imprese e operatori del settore. Dalla redazione degli atti amministrativi alla elaborazione della proposta tecnica è molto importante prepararsi ad affrontare nel migliore dei modi questi bandi di gara.