Il settore delle concessioni balneari si avvicina a una svolta decisiva. È in arrivo il nuovo “bando tipo” nazionale, destinato a definire in modo uniforme le regole per l’affidamento delle concessioni demaniali marittime.
La bozza, in discussione presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, introduce criteri più strutturati e omogenei, offrendo ai Comuni linee guida operative per la pubblicazione delle gare.
Si tratta di un passaggio chiave che segna il superamento di approcci frammentati e apre una nuova fase per gli operatori del settore.
Il bando tipo, inoltre, entrerà nel merito della costruzione delle gare, prevedendo una descrizione dettagliata delle aree in concessione (estensione, caratteristiche morfologiche, opere presenti) e una possibile suddivisione in lotti omogenei. Un’impostazione che punta a rendere le procedure più trasparenti e comparabili tra territori.
Indennizzi: cambia il criterio di valutazione
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il riconoscimento economico al concessionario uscente.
Il nuovo modello prevede che l’indennizzo venga calcolato sulla base degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati negli ultimi cinque anni. Un criterio che introduce maggiore chiarezza, ma che si discosta dalle richieste di riconoscimento del valore complessivo dell’azienda.
Inoltre, il bando dovrà includere una stima dettagliata delle strutture presenti sul demanio, contribuendo a rendere più trasparente il passaggio tra gestori.
Il valore dell’indennizzo dovrà inoltre garantire un’equa remunerazione degli investimenti effettuati negli ultimi anni e sarà determinato sulla base di perizie tecniche, contribuendo anche alla definizione del valore complessivo della concessione e delle garanzie richieste in gara.
Durata delle concessioni: fino a 20 anni
La durata delle concessioni sarà variabile, con un minimo di 5 anni e un massimo di 20 anni.
Il periodo verrà definito sulla base di due elementi principali: le caratteristiche dell’attività e la necessità di garantire il tempo utile per l’ammortamento degli investimenti previsti.
Questo introduce un principio fondamentale: la durata non sarà più standardizzata, ma legata alla sostenibilità economica del progetto.
Il bando potrà inoltre prevedere due modalità: una durata già definita a monte oppure criteri che consentano di determinarla in fase di aggiudicazione, in funzione del piano economico-finanziario presentato dall’operatore.
Requisiti economici e accesso alle gare
Il nuovo sistema richiede agli operatori una solida capacità finanziaria.
Per partecipare sarà necessario dimostrare requisiti economici adeguati, tra cui garanzie bancarie e una struttura finanziaria coerente con l’investimento. È inoltre prevista una cauzione calcolata su più elementi, tra cui il canone demaniale e l’indennizzo da corrispondere al concessionario uscente.
Le cauzioni saranno parametrate non solo al canone demaniale, ma anche all’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente e al valore dei beni presenti, rafforzando ulteriormente i requisiti di solidità finanziaria richiesti agli operatori.
Il bando introduce anche criteri di esclusione più stringenti, legati alla regolarità amministrativa e al rispetto delle normative sul lavoro.
L’offerta tecnica diventa decisiva
Uno degli elementi più innovativi riguarda i criteri di aggiudicazione.
Il nuovo modello attribuisce un peso pari al 90% all’offerta tecnica e solo il 10% a quella economica. Questo segna un cambio di paradigma significativo: la qualità del progetto diventa il principale fattore competitivo.
All’interno dell’offerta economica, una parte del punteggio sarà legata al rialzo sull’indennizzo e al canone demaniale, introducendo dinamiche finora assenti nel settore.
Anche l’offerta economica sarà strutturata su più componenti, includendo sia il rialzo sull’indennizzo sia quello sul canone demaniale, pur mantenendo un peso complessivo limitato rispetto alla qualità del progetto.
Nuovi criteri: sostenibilità, innovazione e occupazione
Il bando tipo punta a orientare l’evoluzione del settore verso modelli più qualificati.
Tra i criteri premianti emergono:
• la sostenibilità ambientale e le soluzioni green
• la qualità delle strutture e dei servizi
• l’innovazione progettuale
• l’inserimento di personale giovane
Viene inoltre valorizzata la continuità occupazionale, premiando l’impegno ad assumere i lavoratori già impiegati dal concessionario uscente.
Tra gli elementi valutati rientrano anche l’adozione di logiche di economia circolare, l’accessibilità delle strutture e la capacità di integrazione con il sistema turistico locale.
Un cambiamento che richiede preparazione
Il nuovo quadro normativo impone agli operatori un approccio più strutturato.
Non sarà più sufficiente gestire l’attività in modo operativo: sarà necessario costruire progetti solidi, sostenibili e competitivi, supportati da analisi economiche e da una pianificazione accurata.
Il ruolo della consulenza
In questo scenario, la preparazione diventa un fattore determinante.
CLUB 360 affianca imprese e operatori balneari nella gestione delle concessioni, supportandoli nella lettura del contesto normativo, nella predisposizione della documentazione e nella costruzione di strategie efficaci per la partecipazione alle gare.
Prepararsi oggi per le nuove gare
L’introduzione del bando tipo rappresenta un passaggio inevitabile verso un sistema più strutturato e competitivo.
Per le imprese del settore, la capacità di anticipare il cambiamento sarà determinante per tutelare il proprio posizionamento e cogliere le nuove opportunità.
Una pianificazione consapevole, oggi più che mai, rappresenta la chiave per affrontare il futuro delle concessioni balneari.
