Il sistema europeo degli appalti pubblici potrebbe cambiare profondamente. La Commissione europea ha presentato una proposta di Regolamento unico sugli appalti, destinata, se approvata, a riunire in un solo testo le tre direttive europee del 2014 dedicate agli appalti ordinari, ai settori speciali e alle concessioni.
La novità più importante riguarda proprio lo strumento scelto: non più direttive da recepire nei singoli ordinamenti nazionali, ma un Regolamento direttamente applicabile negli Stati membri, con l’obiettivo di creare regole più uniformi e ridurre la frammentazione del mercato europeo.
Meno procedure e maggiore semplificazione
Uno dei pilastri della proposta è la semplificazione.
Le procedure di aggiudicazione verrebbero ridotte da cinque a tre, con l’obiettivo di diminuire gli oneri amministrativi sia per le stazioni appaltanti sia per gli operatori economici.
Secondo le stime riportate dalla Commissione, la semplificazione potrebbe generare risparmi per circa 650 milioni di euro l’anno, di cui 570 milioni a beneficio delle imprese.
Più peso alla qualità nelle gare
Un altro cambiamento significativo riguarda i criteri di aggiudicazione.
Il miglior rapporto qualità-prezzo diventerebbe il criterio standard. Gli elementi qualitativi, comprendenti aspetti ambientali, sociali, innovazione, sicurezza e resilienza, dovrebbero rappresentare almeno il 30% del valore dell’appalto.
La percentuale salirebbe al 50% per i contratti ad alta intensità di manodopera, salvo specifiche motivazioni della stazione appaltante.
Per le imprese significherebbe confrontarsi con gare nelle quali la capacità di costruire una proposta tecnica competitiva potrebbe assumere un peso ancora maggiore.
Verso una piattaforma digitale europea
La digitalizzazione rappresenta un altro elemento centrale.
La proposta punta alla creazione di un mercato digitale europeo degli appalti, attraverso l’interconnessione delle piattaforme nazionali di e-procurement.
Il principio “once-only” dovrebbe inoltre evitare alle imprese di presentare più volte informazioni e documenti già disponibili presso le amministrazioni pubbliche.
Ogni Stato dovrebbe creare anche uno spazio nazionale dei dati collegato a un sistema europeo, utile per monitorare concorrenza, partecipazione delle PMI, sostenibilità e rischi di frode e corruzione.
Più tutela per le imprese europee
La proposta interviene anche sul rapporto con gli operatori provenienti da Paesi extra UE.
In assenza di condizioni di reciprocità, la Commissione potrebbe adottare misure per limitare l’accesso agli appalti europei degli operatori di determinati Paesi terzi.
Particolare attenzione viene inoltre riservata agli appalti riguardanti infrastrutture critiche, nei quali sicurezza, cybersecurity, resilienza e diversificazione delle catene di approvvigionamento potrebbero diventare fattori determinanti.
Cosa potrebbe cambiare in Italia
La proposta deve ora affrontare l’iter legislativo che coinvolgerà Parlamento europeo e Consiglio dell’UE. Al momento, quindi, non cambia nulla per le gare in corso e continuano ad applicarsi le direttive vigenti.
Se il Regolamento venisse approvato nell’impostazione proposta, per i contratti sopra le soglie europee le nuove disposizioni sarebbero direttamente applicabili, mentre il D.Lgs. 36/2023 continuerebbe a trovare spazio per il sottosoglia e per gli aspetti non disciplinati dal Regolamento. Il rapporto tra normativa europea e Codice italiano diventerebbe quindi uno dei principali temi della futura fase di adeguamento.
Prepararsi al nuovo scenario europeo
La proposta è soltanto all’inizio del suo percorso, ma indica con chiarezza la direzione verso cui potrebbe evolvere il mercato degli appalti: meno frammentazione, più digitalizzazione, maggiore attenzione alla qualità e regole europee più uniformi.
Per imprese e stazioni appaltanti sarà quindi importante seguire l’evoluzione del Regolamento e comprendere per tempo gli effetti delle nuove disposizioni.
CLUB 360 continuerà a monitorare l’iter europeo e le possibili ricadute sul sistema italiano degli appalti, con particolare attenzione alle opportunità e ai cambiamenti che interesseranno le imprese che operano nel mercato pubblico.
